Dante: “Sono nato focomelico. E sono felice”

Un farmaco, il Talidomide, aveva distrutto il suo presente e il suo futuro. La medicina più potente, l’amore, ha spruzzato gioia su una vita che sembrava destinata all’abbandono e alla sofferenza. Perché per essere felici non serve avere tanto denaro, né macchine di lusso, né una posizione di potere. A Dante, nato focomelico, non sono servite nemmeno le mani ed entrambi i suoi avambracci. Lui ha sempre avuto qualcosa di più prezioso: è stato amato.

Fin dal primo momento, quando il ventre materno gli scaldava il cuoricino, emozionato nel suo piccolo mondo. Così si tesse un figlio, che cresce nella mente dei genitori prima ancora che nel corpo. Anche perché quello di Dante Monari a un certo punto si blocca.

Le ossa lunghe smettono di formarsi. Però i controlli ginecologici vanno bene. E allora?

“Non si preoccupi, signora. Il feto sarà in una posizione particolare. Ne vediamo continuamente di ecografie così. Stia tranquilla. E se le tornano le nauseee, può assumere il farmaco che le ho prescritto”.

Il Talidomide.

Il piccolo Dante, nato focomelico

Il 5 febbraio 1961, in una stanza della Maternità di Bologna in via d’Azeglio si sente un tonfo, un rumore improvviso, secco e sordo. L’infermiera che sta assistendo Vanda durante il parto è caduta a terra, svenuta. Il medico accanto a lei è stato lesto a prendere al volo il bambino che teneva tra le mani e a deporlo dolcemente sul petto della madre.

“Ecco signora, questo è suo figlio…”, annuncia l’uomo con un certo imbarazzo. Dante non ha le mani. Non ha neanche entrambi gli avambracci. Ed il braccio sinistro è leggermente più corto di quello destro.

Vanda lo guarda, lo sfiora con carezze di seta e lo bacia: “Amore mio”. Il bambino sorride felice. Ha tutto quello che gli serve.

Dante con mamma Vanda

Pure il nome di uno zio morto durante la Seconda Guerra Mondiale. Vanda e Fernando non hanno mai avuto dubbi.

Non li hanno nemmeno due anni dopo, quando la coppia attende un secondo figlio. Non sanno che Dante è nato focomelico a causa del Talidomide, eppure non hanno un minimo di esitazione: la paura non serpeggia nel cuore di chi ama. Durante la gravidanza Vanda ha una folgorazione. E’ dal fornaio, in un negozietto al “Treno” della Barca, il lungo complesso di case popolari che sembra tracciare un sorriso davanti alla Chiesa di Sant’Andrea. Tra focacce e pezzi di pane comune, un nome attira la sua attenzione. Arrivata a casa, lo comunica al marito.

“Se è una femmina la possiamo chiamare così?”.

“Va bene”.

Nel 1964 nasce Beatrice. E sta benissimo. La Commedia dei Monari è veramente Divina.

Per Dante l’amore della mamma si moltiplica. Quando il bimbo compie cinque anni, lei lo accompagna alle Officine INAIL a Vigorso, un paesino della campagna bolognese.

“Con queste posso fare le stesse cose degli altri bambini?”, chiede Dante guardandosi le protesi.

“Certo. Tu puoi fare tutto quello che vuoi”.

Così Vanda gli insegna a leggere e… a scrivere! Basta inserire la biro o la matita nel punto in cui la protesi si chiude, fare un leggero movimento con le spalle e… voilà! Il gioco è fatto!

Non è dello stesso parere il direttore didattico delle Scuole Elementari “Giovanni XXIII”.

Sì, è una scuola pubblica… eh… sì… Vanda ha completamente ignorato i ripetuti consigli di parenti e amici: “Ma ti rendi conto? Un bambino così?? Ma devi mandarlo assolutamente in un istituto speciale!”.

“No”, aveva ribattuto lei con gli occhi fieri di una leonessa. “Dante ce la può fare”.

Lo ripete anche davanti al direttore didattico, che però non demorde.

“Signora, se suo figlio non si inserirà nella classe, sarà costretta a spostarlo in un’altra scuola. Non pensa al contraccolpo psicologico per lui?”.

“Io sono sicura. Mio figlio ce la farà”.

Dante, seduto accanto a lei, socchiude gli occhi gonfi di gratitudine. Ora ne è certo anche lui. Sa che ce la farà.

“Va bene – conclude il direttore -. Risentiamoci prima di Natale e lì faremo il punto della situazione”.

La classe prima delle Scuole Elementari “Giovanni XXIII” di Bologna. Dante, con le protesi, è il secondo bambino seduto da destra

Il primo giorno di scuola la maestra Soverini si dimostra subito una persona fuori dal comune.

“Bambini, Dante ha bisogno di essere aiutato”.

Le prime ad alzarsi sono due angeli: uno biondo, Stefania, e l’altro moro, Lina. A loro si aggiunge Luca. In classe non vola una mosca. Quel bambino con le protesi è uno di loro.

E’ proprio come loro.

“Sai mamma, non mi sento nè diverso, nè arrabbiato. I miei compagni di classe mi vogliono bene”.

I mesi volano, dicembre sorprende tutti con una spolverata di neve, mentre nel suo ufficio il direttore prende in rassegna il primo di una serie di fogli impilati sulla scrivania.

Dante e sua madre arrivano perfettamente puntuali all’appuntamento.

Il sorriso raggiante del dirigente scolastico è già una sentenza. Favorevole.

“Le mamme hanno sempre ragione. Suo figlio si è inserito perfettamente”.

E così Dante esulta, come quando nel cortile di casa segna un gol di sinistro emulando il suo mito Beppe Savoldi o batte un fuoricampo giocando a baseball con gli amici. Segue un programma di “allenamento” molto rigido. Due ore di gioco. La merenda. Due ore di studio. A scuola fioccano voti eccellenti.

“Mamma, mi annoio, la maestra dice sempre le stesse cose”.

“Dante, non ti lamentare. Sei fortunato, se le capisci prima”.

“Sì mamma, hai ragione. Sono proprio fortunato”.

Perché Dante sa farsi volere bene. Da tutti. Dalle scuole medie Certani al liceo scientifico Righi stringe amicizie solide, fino a quando, a 16 anni, decide di svoltare.

Nel primo quadrimestre il voto di matematica è insolitamente basso.

“Cosa c’è Dante? Non hai capito bene un argomento?”.

“No mamma. Sono troppo lento a scrivere nei compiti in classe… Ma da domani le cose cambieranno”.

Dante cammina deciso fino in camera sua. Apre la porta, si toglie le protesi e le infila nell’armadio.

“Ora si cambia vita”.

E’ il tempo delle grandi passioni. Quella per il basket è entusiasmante. Al campetto della Barca, Dante tira (e segna canestri!) a ripetizione. Il suo idolo è il virtussino Roberto Brunamonti. Nella mente si fa largo un’idea: diventare un coach di pallacanestro.

Così abbandona gli scacchi, nei quali eccelle, e si dedica al basket.

Al campo allenatori del CSI a Castiglione dei Pepoli,Dante gioca a carte con gli amici

Al campo scuola per allenatori del CSI a Castiglione dei Pepoli incontra Giordano Consolini, che diventerà una icona della storia della Virtus. Crede in Dante, sa che non gli servono le mani per realizzare il suo sogno, perché quel ragazzo riesce a fare tutto, pure a giocare a carte alla sera, con i suoi moncherini. Ormai non ci sono più barriere. Alla DLF comincia a seguire la squadra femminile e, conseguito il “patentino” per allenare, conquista la promozione nel campionato di C interregionale.

La “mitica” squadra femminile del DLF allenata da Dante (il primo in piedi da destra)

La sua è una vita piena, anche al lavoro. E’ impiegato in un’assicurazione, al colloquio ha convinto il dottor Nigro con poche parole.

“Monari, lei cosa riesce a fare?”.

“Io riesco a fare tutto, tranne arrivare sopra quello scaffale. Sono 1,63 m, è troppo in alto”.

“Non si preoccupi. Sono più basso di lei e non ci arrivo nemmeno io. E’ assunto”.

L’affetto delle persone che lo circondano fa miracoli. Anche nel momento più buio.

In un cupo lunedì del 2004 Fernando è colto da infarto. Cinque giorni dopo un ictus si porta via Vanda, la donna più importante della vita di Dante: ora è rimasto orfano di entrambi i genitori.

Però ci sono ancora gli amici. Per assisterlo si scatena una gara di solidarietà. Ha bisogno di essere aiutato a vestirsi e ad andare in bagno. Non è mai solo. Nè di giorno, nè di notte. Nel 2010 la pressione sale troppo e deve smettere di allenare, trasformandosi in dirigente. Ma le sorprese non sono ancora finite.

Nel 2017 è l’amico di infanzia Orfeo Orlando, attore e regista, ad offrirgli un’occasione irripetibile.

“Ciao Dante, vorrei lanciarti come attore”.

“Stai scherzando?”

“No, assolutamente”.

“E cosa dovrei fare?”.

“Impersonare un tifoso del Bologna che ha perso entrambe le braccia nella Prima Guerra Mondiale”.

“… Ci sto!”.

Il cortometraggio, “Sono Cesare, ma chiamatemi Mimmo”, è dedicato a un ex calciatore rossoblù. Sul set Dante è perfettamente a suo agio. Il personaggio che interpreta prevede una piccola contestazione alla squadra di calcio.

Dante sul set assieme a Christian Fraboni, grande tifoso del Bologna Calcio

“Ehi, vi potete impegnare anche di più! Potete anche metterci la gambina, come io ci ho messo le braccia!”.

Gelo. Dante si volta, ammiccando. “Va tutto bene”.

Non ci sono limiti per chi crede in se stesso e così, anche l’ultimo, grande sogno, si avvera.

“Ciao Dante, vorrei chiederti un favore”.

Giancarlo Giroldi, allenatore della Virtus Femminile, ha veramente bisogno di Dante.

“Mi servirebbe un vice per il prossimo campionato di Serie A”.

“… Ho smesso cinque anni fa…”

“Non importa… Io voglio te… Ci stai?…”.

“Allenare in Serie A è il sogno della mia vita. Certo che ci sto!”.

La squadra della Virtus Femminile 2019/20. Dante è il terzo in piedi da sinistra

E pazienza se la pandemia ha interrotto il campionato, l’esperienza è stata comunque fantastica.

Come la vita di questo piccolo, grande uomo, che in barba ai pregiudizi, sorride mentre riavvolge il nastro della sua vita.

“Mi chiamo Dante, sono nato focomelico. E sono un uomo felice”.

Dante oggi è un uomo felice

Damiano Montanari

(C) Riproduzione riservata

39 commenti su “Dante: “Sono nato focomelico. E sono felice””

  1. Ho passato più di 20 anni in compagnia di un collega di lavoro straordinario da cui ho imparato moltissimo …anni che non potrò mai dimenticare…!!!

  2. Alessandro Perdisa

    Che commento si può lasciare dopo aver letto la più grande “lezione di vita” mai raccontata. Da divulgare come libro di testo nelle scuole.
    Mi onoro di aver conosciuto e frequentato Dante in gioventu’.
    Complimenti agli autori.

    1. Damiano Montanari

      Grazie Alessandro Perdisa. Dante è testimone autentico di come l’amore e la determinazione possano trasformare la vita di una persona

  3. Stefano Mattioli

    Ciao Dante ho un ricordo di infanzia dove tu venivi spesso a giocare a biliardo al bar perla del Reno e in seguito al bar Calari con un tuo amico alto con i capelli rossi…. Correggimi se sbaglio e cmq ho letto tutta la tua storia e veramente hai dimostrato quanto sia importante credere nelle proprie forze e capacità. Un in bocca al lupo per tutto Stefano

    1. Ciao Stefano, hai perfettamente ragione: il ragazzo dai capelli rossi si chiamava Zanna (direi Roberto di nome) ed era l’unico che mi batteva quasi sempre a scacchi e biliardo… Ricordo che a quel tempo mi chiedero di giocare perfino nella squadra di biliardo del bar, ma io scelsi il basket (per fortuna!).
      Dante M.

  4. Ciao Dante, sei una delle persone più vere , oneste e coraggiose che abbia mai conosciuto. Hai una testa e un ‘anima che pochi hanno! Mi auguro che la vita ti regali ancora tante soddisfazioni. Antonella C.

  5. Ho avuto la fortuna di conoscere Dante 20 anni fa una persona fantastica, un collega straordinario ed un esperto di basket come pochi, peccato sia Virtussino.
    Non conoscevo tutta la sua storia, non ho la confidenza per chiedergliela, ma conosco il risultato dell’amore della sua mamma, la signora Vanda dovunque sia sarà orgogliosa di Dante.
    Complimenti anche all’autore che è riuscito a raccontare in poche righe la vita di una grande persona

  6. Leonardo barcelo

    Caro Dante ! Sei un grande e un esempio di combattente , tutti ti siamo grati per la tua tempra, intelligenza e gentilezza , hai avuto pure una grande mamma ,un abbraccio , Leonardo Barcelo

  7. Ciao Dante. Ti ho conosciuto che facevo il miniarbitro bel 1990 quando avevo 12 anni e ti arbitravo al Dlf Femminile.
    Hai tutta la mia stima, sei una persona meravigliosa.
    Michele Furia.

  8. Mi sono trovato a disputare la finale di un torneo di bigliardo contro Dante ed un suo amico. Sapevo che era in grado di fare tutto, ma che giocasse così bene a bigliardo fu una sorpresa.
    Vinsero loro ed io ammirato dissi a Dante: ma se avessi le braccia normali come cazzo giocheresti ?
    Dante non aveva bisogno di forme di pudore o di commiserazione perché lui sa e noi sappiamo che si è conquistata ogni cosa, ogni capacità, ogni competenza. Quindi solo ammirazione per lui !!!!

  9. Loretta Boccafogli

    Ho avuto il privilegio di essere una sua giocatrice. Tra i tanti insegnamenti che mi ha dato il più prezioso è stato certamente la forza di ottenere risultati apparente impossibili. Il suo approccio verso le difficoltà lo tengo nel cuore anche nella mia professione d’insegnante, quando ho a che fare con bimbi con disabilità

  10. Auguro a tutti di conoscere persone così’…io sono felice perché ho conosciuto Dante!…capace di ogni tipo d’amore e onesta’ assoluta, di ragionamenti che ti spingono e ti aiutano in ogni istante della tua vita ora e prossima. Auguri sempre a te caro Dante.Ti voglio e ti ho sempre voluto bene!

  11. Conosco Dante da parecchi anni… Non ci sono abbastanza aggettivi x descriverlo.. Non esiste uomo più uomo di lui… Sempre col sorriso anche quando magari non ne avrebbe voglia, sempre pronto ad ascoltare le sue giocatrici e tirarle su di morale x un canestro sbagliato, sempre pronto ad una parola di conforto x tutti.. Lui che dovrebbe essere il confortato.. Splendida persona… C’è ne vorrebbero di più a questo mondo…

  12. Ciao Dante, e’ stato commovente leggere la storia della tua vita. Ti conosco da quasi 40 anni e ti ho sempre ammirato e ti sono sinceramente affezionata.
    Complimenti per la tua esistenza fantastica in un mondo in cui quasi più nessuno sostiene di essere felice. Tu felice lo sarai sempre perché hai tanto entusiasmo nell’animo e riesci a trasmetterlo anche a chi ti è vicino.
    Grande Dante e grande la tua cara mamma.
    Ciao

  13. Sapevo solo una piccola parte della storia, pur conoscendo Dante da tanti (tantissimi) anni, ed è stato molto bello “completare” il ritratto di un avversario-amico di tante sfide sui campi di basket. Sono sicuro che vincerai anche la prossima, qualunque sarà! E grazie al cantastorie Damiano per questo articolo

  14. Un uomo amico allenatore eccezionale
    Mi sento davvero orgogliosa e fortunata ad aver trascorso anni in palestra con lui

  15. Massimiliano Bonini

    Dante l’ho conosciuto arbitrando. La sua preparazione e la sua determinazione ci ha portato ad avere poche discussioni in campo e fuori dal rettangolo di gioco, dovendo anche chiedere scusa perché aveva ragione. Bellissima la storia complimenti all’autore e soprattutto un grande Dante veramente esemplare.

  16. Ho conosciuto Dante qualche anno fà nel mondo della palla a spicchi e mi sembra di conoscerlo da una vita. Persona eccezionale!
    Grande Dante

  17. Gianclaudio Pennacchia

    Ciao Dante ci siamo conosciuti al corso Allenatore di Pallacanestro circa 30 anni fa Hai una forza d’animo superlativa che ti ha permesso di vincere tante battaglie Sei mitico Gianclaudio da Latina ( ex allenatore del settore femminile del Cesena campione d’Italia e d’Europa)

  18. Gianclaudio Pennacchia

    Ciao Dante ci siamo conosciuti al corso Allenatore di Pallacanestro circa 30 anni fa Hai una forza d’animo superlativa che ti ha permesso di vincere tante battaglie Sei mitico Gianclaudio da Latina ( ex allenatore del settore femminile del Cesena campione d’Italia e d’Europa)

  19. Katia Gentilucci

    Ciao Dante, sono felice di aver avuto l’opportunità di conoscerti come collega e non solo. Sei una bella persona e abbiamo tutto qualcosa da imparare dalla tua vita. Grazie.
    Katia G.

  20. Claudia Marverti

    Carissimo Dante, non conoscevo completamente la tua storia e nel leggerla mi sono molto commossa, ho avuto la fortuna di conoscerti sul luogo di lavoro e resterai per sempre tra i ricordi più piacevoli per la gentilezza e per la capacità di rendere inesistente il tuo handicap. Sei un grande e sono certa che la vita ancora ti offrirà tante soddisfazioni perché sei capace di affrontarla senza paura e con tanta determinazione.
    Felice di averti conosciuto !

  21. Nella foto del campo per allenatori a Castiglione dei Pepoli sono la “ragazza” con gli occhili tondi…incredibile! Mi ricordo quel campo e mi ricordo di Dante, simpaticissimo! Anc’io sono nata nel 1961.

  22. Ciao Dante, chiamato da me Dantello😊 Ho avuto la fortuna di essere allenata da te e Casarini quando giocavo al DLF. Allenatore con grande carattere e severità …. non volava una mosca. La squadra era una grande famiglia. Ti
    abbiamo sempre considerato come noi….ricordo ancora quando mi hai sgridato perché ti avevo fatto il passaggio schiacciato a terra perché con la palla allora grande avevo paura di farti male
    con il passaggio diretto! Sei super ti
    meriti davvero un posto da serie A!

  23. Ho conosciuto Dante nel 2006 per effetto delle varie Compagnie di Assicurazioni che si sono fuse acquistate ecc. È una Gran bella persona. Fantastico nello scherzare e sdrammatizzare sul suo fisico, esempio è la battuta che fa nel Film sui giocatori del Bologna. Sono contento ed onorato di avere un coetaneo e collega come….. Il Grande Dante

  24. Bellissima storia di coraggio e amore, ma c’ è un errore madornale: agli inizi degli anni 60 le ecografie non c’ erano

    1. Damiano Montanari

      In realtà il contributo più importante allo sviluppo degli ultrasuoni in ostetricia e in ginecologia è stato dato da Ian Donald, professore all’Università di Midwifery, in Scozia, che nel 1955 iniziò ad utilizzarli per cisti ovariche, per poi sfruttarli anche per indagare sull’accrescimento del feto.
      Confermo che la madre di Dante aveva ricevuto dal suo ginecologo ampie rassicurazioni sulle condizioni del figlio

  25. Giovanni Palazzi

    Caro Dante, conoscevo la tua storia e sono contento che sia diventata pubblica: è un grande insegnamento per tutti soprattutto in un momento difficile come quello che, purtroppo, ancora ci aspetta. Un abbraccio forte Giovanni

  26. Dante!! Ho sempre un caro tenero divertente ricordo di te e come vedo anche dopo piu di 30 anni non sei cambiato. Dovresti essere un esempio per tutti di come la forza la passione l entusiasmo e la costanza con il buon umore rende i sogni realtá! Grazie! Spero un giorno riabbracciarti.

  27. Ancora me lo ricordo il mio primo giorno di lavoro… mi sentivo in imbarazzo per quanto fossi affascinata ad osservare Dante rispondere al telefono, digitare sulla tastiera, prendere appunti… e sempre con il sorriso.
    È un privilegio esserti amica 🙂

  28. Ciao Dante. Ricordo ancora quando ci incontrammo da avversari . Tu allenavi il DLF e il il Nut club di ZOlA P. Mi rifilasti un trentello con una 131 fatta magistralmente… Sei un grande! Sergio Smerieri

  29. Gabriele Giuliani

    Il primo anno che ho allenato,in dlf mi ritrovai qualche sera in macchina con te a sviscerarti tutti i miei problemi e i miei dubbi, tu mi davi sempre fiducia e input positivi. Da li in poi penso sempre una stima reciproca.

  30. TAMPELLINI GIANCARLO

    GIANCARLO TAMPELLINI
    Cosa dire. Dante è per me come un fratello. La nostra amicizia dura da oltre 30 anni e rimarrà tale in eterno. Dante è un grande e la mia stima nei suoi confronti è infinita. Potrei scrivere tanto di più ma non lo faccio perchè non vorrei trascurare anche il più piccolo particolare.

  31. Giordano Consolini

    Come hai ricordato tu, ci siamo conosciuti al Campo scuola di Castiglione dei Pepoli.
    Da allora sono passati molti anni.
    Da malati di basket ci si incontrava, ogni tanto.
    Poi la telefonata dello scorso anno:
    “Ciao Giordano, mi sa che ci incontreremo un po’ più spesso, perchè farò l’assistente di Giancarlo Giroldi con la Virtus femminile”.
    Ricordo ancora la felicità che accompagnava le tue parole.
    Un solo pensiero.
    Dante ce l’ha fatta un’altra volta.
    Dante ce la farà sempre!

  32. Innanzi tutto, vorrei ringraziare Damiano per aver saputo rendere la storia della mia vita così avvincente e interessante… E ringrazio tutti coloro che, a vario titolo, hanno fatto parte e faranno parte della mia vita, perché avete contribuito e contribuerete a renderla così interessante e speciale. Grazie ancora! Dante M.

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