L’eredità di Marisa, 96 anni: 25 milioni di euro in beneficenza

“Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra”.

Marisa è stata una donna rispettata e molto religiosa e un’insegnante amata. Della celebre massima del Vangelo ha fatto il manifestato di tutta la sua vita. Non ha mai fatto pesare le sue origini nobiliari. Lei, all’anagrafre Edmonda Marisa Cavanna, era per tutti “Nonna Marisa”, anche se non si era mai sposata e non aveva avuto figli.

Per tutta la sua esistenza aveva fatto quello che aveva amato. Ha insegnato Lettere a tanti ragazzi delle diverse scuole di Genova in cui aveva lavorato. Ha aiutato il prossimo senza mai farsi pubblicità. “La beneficenza è qualcosa da fare e di cui non parlare”, amava ripetere.

Dopo la pensione si era ritirata a vita privata. Nella villa dove ha trascorso i suoi ultimi anni ha continuato ad amare la cultura e a dedicarsi alla solidarietà. Un pensiero, però, la accompagnava ogni giorno: doveva decidere, una volta che fosse morta, a chi sarebbero andate tutte le sue ricchezze.

Marisa è deceduta lo scorso 9 dicembre all’età di 96 anni. Al momento dell’apertura del suo testamento, tutti sono stati colti da grande sorpresa: la “signorina Cavanna”, come la chiamava un vecchio amico, aveva infatti destinato ben 25 milioni di euro in beneficenza!

Tra i beneficiari del lascito c’erano sedici enti. L’Ospedale Gaslini e il Galliera di Genova hanno ereditato ingenti somme di denaro e una villa dal valore di 3 milioni di euro. L’unica condizione da rispettare è che tutto il patrimonio sia utilizzato per la ricerca e l’acquisto di apparecchiature “necessarie per più opportune cure degli ammalati”.

Quindi Marisa ha voluto aiutare altre realtà meritorie. Ne hanno giovanto l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, Amnesty International, Amici senza frontiere, Save the Children, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Associazione italiana Amici di Roul Follereau e la Lega del Filo d’oro. Ma anche le Suore missionarie della carità opera Madre Teresa di Calcutta, le Piccole suore dei poveri, la Fondazione Opera S. Francesco dei Poveri, le Associazioni Missioni Don Bosco e l’Opera d’Assistenza “Progetto sorriso nel mondo”.

La signorina Cavanna non ha quindi dimenticato la badante che l’aveva amorevolmente curata negli ultimi mesi della sua vita e che è stata ricompensata con 3,7 milioni di euro, né la nipote, che oltre ad una somma in denaro, ha ricevuto i documenti che attestano la sua appartenenza alla famiglia Contarini, la nobile casata veneziana da cui discendeva anche Marisa.

Genova ancora oggi piange “Nonna Marisa”, donna che ha dedicato tutta se stessa all’educazione e all’insegnamento dei ragazzi e che ha voluto concludere la sua vita con il più grande gesto di amore e di altruismo.

Damiano Montanari

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